Home
Gruppo Speleologico Sacile

STORIA DEL GRUPPO


(Dalla relazione del 02/06/2001 in occasione del Trentennale del Gruppo)

Il Gruppo Speleologico Sacile nasceva il 28 Maggio 1971, con il nome "Centro Italiano Soccorso Grotte della Destra Tagliamento" Il sodalizio derivava da una scissione del "Centro Italiano Soccorso Grotte", un'associazione che, qualche anno prima, si era fatta conoscere per un singolare esperimento di speleologia subacquea al lago di Cavazzo.

Il nome, un po' altisonante di allora, ci riporta ad anni diversi, nei quali la speleologia viveva ancora in quella dimensione un po' eroica dei grandi esploratori del passato... E forse, qualcosa di eroico c'era veramente, se ripensiamo alle attrezzature ed alle tecniche in uso trent'anni fa, che oggi farebbero rabbrividire anche gli speleologi piu' spericolati!

Per la cronaca l'associazione, gia'  da tutti conosciuta come Gruppo Speleologico Sacile, assunse formalmente questo nome nell'anno 1978.

Il Gruppo inizio' dunque la sua attivita'  nel 1971, con le sua brava dotazione di scalette autocostruite con corda d'acciaio da sei millimetri, moschettoni da pompiere, alcune corde da alpinismo e l'immancabile paranco a manovella.

Con questi mezzi si tento' anche una temeraria discesa nel mitico "Bus de la Lum"

La zona d'operazione del Gruppo, nei primi anni di attivita', fu il Cansiglio ed il Piancavallo, dove si esploravano le grotte piu' conosciute e se ne cercavano di nuove.

Negli anni 1973 e 1974, con l'aumento del numero dei soci, il Gruppo comincio' ad interessarsi anche di altre zone della provincia, la Val Cellina e la Val d'Arzino, nelle quali venne effettuata una notevole e proficua attivita'  esplorativa, con scoperta e rilievo di numerose nuove cavita' .

Nel 1974 ad Anduins di Vito d'Asio, un gruppo di giovani del luogo che collaborava costantemente con noi, costitui' una sezione del Gruppo Speleologico Sacile, che opero' attivamente fino al 1976, quando il terremoto distrusse il paese.

Nel 1975 il Gruppo riusci' ad ottenere i primi contributi regionali, in base alla legge regionale sulla speleologia e si pote' cosi' acquistare qualche nuova e piu' sicura attrezzatura.

Negli anni 1974/1975 cominciarono a diffondersi in Italia le nuove tecniche di progressione in sola corda anziche' con le ingombranti scalette- tecniche che costituirono la grande rivoluzione della speleologia esplorativa. Spedizioni che prima richiedevano decine di persone, ora potevano essere effettuate da pochi speleologi.

Il nostro Gruppo fu tra i primi a recepire la potenzialita'  di queste tecniche, ed inizio' cosi' un periodo particolarmente proficuo per l'attivita'  esplorativa.

Tra le imprese piu' impegnative, ricordiamo, negli anni 1982 e 1983, l'esplorazione della "Spluga della Preta", un inghiottitoio in provincia di Verona, dove alcuni nostri soci, assieme a speleologi del gruppo di Verona, stabilirono il record italiano di profondita' , giungendo a oltre 900 metri di profondita'.

Nel 1985 un gruppo di nostri soci, assieme a componenti del Gruppo speleologico di Vittorio Veneto e di altri gruppi, si dedico' all'esplorazione della grotta "Su Spiria" in Sardegna, una immensa cavita'  nella quale vennero scoperti e rilevati vari chilometri di gallerie di grandiose proporzioni.

Sempre tra le grandi imprese esplorative, nella storia del nostro gruppo, annoveriamo le esplorazioni alla famosa cavita'  "Landri Scur" ubicata sul monte Pradut, presso Claut e gia'  nota nel secolo scorso, nella quale gli speleologi di Sacile, assieme a quelli di Pordenone, forzando una frana, trovarono impensabili sviluppi. Le esplorazioni ed i rilievi, possibili solo in alcuni mesi dell'anno a causa di un sifone temporaneo, durarono alcuni anni. Fu necessario allestire un campo base interno e si giunse alla scoperta di oltre 3.000 metri di gallerie e di molti camini, taluni esplorati in artificiale per oltre 100 metri. Attualmente la grotta ha uno sviluppo di 4322 metri.

Come accennato, i lavori in questa cavita'  vennero effettuati assieme ai soci del gruppo di Pordenone e cio' mi da'  lo spunto per ricordare i rapporti di amicizia e di collaborazione tra la nostra associazione e gli altri Gruppi speleologici della provincia, l'Unione Speleologica Pordenonese e il Gruppo Speleologico Pradis, con i quali spesso abbiamo unito le forze per le iniziative piu' impegnative.

In collaborazione con il Gruppo speleologico di Pordenone negli anni 86 e 87 vennero effettuate numerose "battute di zona" sul Montelonga dove si giunse alla scoperta di alcune interessanti cavita' , tra cui l'Abisso Vazzoler profondo oltre 200 metri.

Nel 1989, sul monte Cornetto, in una zona speleologicamente quasi sconosciuta e di difficile accesso, veniva scoperto l'Antro Tienamen, una grande risorgiva con 250 metri di sviluppo e 88 metri di dislivello, cosi' battezzato per la concomitanza con i noti avvenimenti.

Nella zona della Val d'Arzino e Val Cosa, ricordiamo i piu' importanti risultati: la scoperta di nuovi rami all'interno della Grotta del rio Molin, e dell'Inghiottitoio di Juris, entrambe in localita'  Pielungo, la scoperta della Grotta delle Eccentriche, di 250 metri di sviluppo, presso Anduins, la scoperta di una nuova entrata alla Fossa del Noglar, e la scoperta ed il rilievo, assieme al Gruppo Speleologico Pradis, della Grotta Battei, in localita'  Gerchia, avente sviluppo di 150 metri.

Fuori provincia, sul Monte Canin, alcuni nostri soci, assieme a soci del Gruppo Speleologico Forum Julii di Cividale, scoprirono nel 1997 le nuove cavita'  "Dobra picka" e "P2" due profondi abissi facenti parte del complesso carsico del "Foran del mus", un assieme di abissi che supera i mille metri di profondita'  e che costituisce il piu' profondo complesso carsico della regione ed uno dei piu'¹ profondi d'Italia.

L'ultima rilevante spedizione, in ordine di tempo, e' stata effettuata la scorsa estate in localita'  Valsughet, in Piancavallo, con obiettivo la cavita'  Fessura della Tosca, da noi scoperta alcuni anni fa. Con l'utilizzo di un elicottero, per il trasporto dei materiali e delle attrezzature, tra cui un compressore ad aria, e' stato allestito un "campo operativo" e, in una settimana di lavori a turni, si e' riusciti a disostruire un passaggio interno e raggiungere il fondo della cavita'  che, con i suoi 225 metri e' la piu' profonda del Piancavallo.

Il Gruppo ha effettuato anche una qualificante attivita'  speleosubacquea: citiamo l'esplorazione dei rami sommersi, alla grotta Ciasa de lis Aganis, a Vito d'Asio, alla Risorgiva dell'acqua negra, a Pielungo. Ma non voglio dimenticare i lavori del nuovo e piu' preciso rilievo effettuati nel 1991, in collaborazione con il Centro Pordenonese Sommozzatori, alla Risorgiva del Gorgazzo di Polcenigo.

Infine ricordiamo le spedizioni speleologiche all'estero, che hanno visto nostri soci come organizzatori o come partecipanti assieme a soci di altri Gruppi italiani e francesi: una spedizione in Brasile, tre spedizioni in Vietnam del Nord, due, di cui l'ultima nel Gennaio di quest'anno, in Laos. Durante una delle spedizioni in Vietnam del Nord si giunse alla scoperta della cavita'  "My be tomorrow", la piu' profonda del Sud-Est asiatico, con 528 metri di profondita' .

Ho nominato solo le esplorazioni piu' importanti, citate a suo tempo dalla stampa e riportate nei bollettini speleologici. E' impossibile citare tutte le esplorazioni (in media una alla settimana) e le scoperte (decine di cavita' ), effettuate dai nostri speleologi in questi trent'anni di attivita' .

Si tenga presente che in regione vi sono oltre 6.000 cavita' , (680 in provincia di Pordenone), la loro esplorazione, il loro rilievo, spesso anche la loro scoperta, sono frutto del lavoro degli speleologi, che mandano il risultato delle loro fatiche al catasto regionale delle grotte. Questo lo dico per chi non e' "del mestiere", che, giustamente, si potrebbe chiedere dove va il risultato di tutte le nostre fatiche.

A questo proposito voglio citare il costante impegno del Gruppo nell'attivita'  di riposizionamento delle cavita'  naturali (ossia dare le coordinate esatte della loro posizione), collaborando attivamente anche alla campagna promossa dalla Regione Friuli Venezia Giulia nel 1999.

Ma le attivita'  esplorativa e "topografica", non sono state le uniche attivita'  degli speleologi sacilesi. Parecchie iniziative sono state intraprese, ad esempio, tutela del patrimonio carsico.

Poiche' la maggiore minaccia, nella nostra provincia, deriva da chi scarica rifiuti nelle grotte, o da chi volutamente le ostruisce, si e' provveduto in molti casi all'apposizione presso le grotte a rischio di cartelli monitori ed alla recinzione di alcuni inghiottitoi. Due anni fa, in collaborazione con il Gruppo ambientalista "Amica terra" di Francenigo e con il Gruppo speleologico di Pradis, abbiamo effettuato una "giornata ecologica", ampiamente citata dalla stampa, dedicata alla bonifica di alcune cavita' . Molto si e' puntato sulla sensibilizzazione della gente, con la distribuzione di volantini informativi nelle borgate montane e l'organizzazione di conferenze e proiezioni per far conoscere il fenomeno carsico e sensibilizzare la gente al rispetto delle grotte.

A tal proposito sottolineo che il nostro gruppo ha sempre attribuito grande importanza all' attivita'  culturale e divulgativa e vi ha sempre profuso notevoli energie.

Molti dei presenti avranno ricordo delle piu' recenti iniziative effettuate qui a Sacile: la grande mostra speleologica "Spelunca Mundi", realizzata nel 1999 in collaborazione col Gruppo Speleologico di Treviso, l'Associazione "La Venta" e la ditta Virtual Geo di Sacile e, lo scorso anno, la proiezione Visionarium, la prima proiezione tridimensionale mai fatta a Sacile.

Ogni anno abbiamo cercato di "uscire allo scoperto" se "cosi' si puo' dire" con qualche iniziativa rivolta al pubblico. Ricordiamo nel Giugno 1999 la proiezione sulla spedizione speleologica in Vietnam del Nord, l'anno prima quella sulla spedizione in Brasile e, prima ancora, le lezioni-conferenze per i corsi di "Educazione permanente per gli adulti", un corso per "l'Universita'  della Terza Eta' ", le mostre fotografiche e di materiali effettuate a suo tempo a Palazzo Biglia e a Palazzo Carli, proiezioni e filmati nelle scuole e tante altre iniziative, sia in comune di Sacile che in altri comuni.

Nel 1998 il Gruppo ha organizzato, in una grotta della Val d'Arzino, una piccola rappresentazione teatrale rievocante la leggenda delle Agane, mitiche streghe abitatrici delle grotte.

Sempre al fine di far conoscere il mondo sotterraneo, ogni anno sono state organizzate alcune visite guidate di cavita'  per Gruppi di Scout, sezioni giovanili del CAI, o semplici gruppi di appassionati, accompagnandoli, a seconda delle capacita'  dei partecipanti, in grotte di diversa difficolta' .

Come nota di colore, ricordiamo anche le pubbliche dimostrazioni di tecniche speleologiche, effettuate con folkloristiche discese, risalite e simulate manovre di soccorso, dal campanile del Duomo di Sacile.

Tra l'attivita'  divulgativa rileviamo infine il notevole impegno profuso negli annuali corsi di speleologia, destinati ad avvicinare nuovi giovani all'attivita'  speleologica; quest'anno, siamo alla quindicesima edizione. Decine e decine di allievi hanno seguito i nostri corsi, costituiti da lezioni di tecnica ed esercitazioni pratiche in grotta, ma anche da lezioni di carsismo, idrologia, ecologia, storia e folklore delle grotte. Anche se non tutti i partecipanti ai corsi hanno continuato a praticare l'attivita'  speleologica, pensiamo che i nostri corsi di speleologia abbiano costituito, soprattutto per i giovani, un'importante ed indimenticabile esperienza formativa.

Come accennato all'inizio, il nostro Gruppo e' stato anche propulsore nel campo delle tecniche speleologiche. Nel 1977 un nostro socio, assieme ad un collega del Gruppo Jama di Pordenone idearono e costruirono un discensore autobloccante per uso speleologico (Diablo), che ebbe notevole diffusione in Italia, Francia, Spagna e Belgio e contribui' ad aumentare la sicurezza delle tecniche speleologiche.

Altre invenzioni realizzate da nostri soci sono state: uno strumento localizzatore a onde lunghe, destinato a individuare punti interni di cavita'  ed uno strumento per rilievo topografico dotato di raggio laser, attrezzi presentati entrambi al convegno di speleologia del 1999.

Un'altra utile iniziativa che voglio ricordare e' il programma informatico per la gestione dei dati catastali delle cavita' naturali della provincia, realizzato da due nostri soci nel 1989, in un comune impegno con gli altri Gruppi speleologici provinciali. Il programma, che fu tra i primi in Italia, e' tutt'ora in uso.

Nel 1998 il nostro Gruppo organizzo' il primo corso provinciale di topografia e rilievo di cavita'  ed in quella occasione realizzo' la pubblicazione di un manuale sull'argomento dedicato agli speleologi (Prontuario di topografia e rilievo ad uso degli speleologi).

Tra gli impegni della nostra associazione voglio citare anche la decennale collaborazione con la Sezione Speleologica del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino, tramite la partecipazione di nostri Soci ai turni di reperibilita', ai corsi di aggiornamento e, quando c'e' stato bisogno, alle operazioni di soccorso.

Infine una menzione alla fama eno-gastronomica del gruppo di Sacile, che, grazie alla disposizione di alcuni suoi soci, ha contribuito attivamente a sostenere nel fisico e nel morale i partecipanti ai vari convegni e raduni di speleologia!

E qui concludo questa veloce retrospettiva, scusandomi con gli interessati per quello che non ho potuto menzionare e per quello che ho dimenticato.

Siamo orgogliosi di quello che abbiamo fatto e naturalmente ci dispiace per quello che avremmo voluto fare e non siamo riusciti. Ma alla fine, per tutti noi, la speleologia e' un hobby (o una passione, se si preferisce il termine) e vi si puo' dedicare solo il tempo libero.

Se abbiamo prodotto qualcosa di utile, il merito e' innanzitutto dei nostri soci, quelli tuttora speleologi attivi e quelli che sono stati con noi per periodi piu' o meno lunghi della nostra storia .
A loro va il primo doveroso ringraziamento, perche' la speleologia non e' sempre solo divertimento, ma spesso e' soprattutto se si vogliono avere dei risultati e' anche impegno e sacrificio.

Un pensiero e un ricordo anche agli amici speleologi che ci hanno lasciato per sempre, chiamati dalla Madre terra, come forse tutti gli speleologi, ma senza poter ritornare.

Il secondo, non meno sentito, ringraziamento lo rivolgo a tutti quelli che, direttamente o indirettamente, ci hanno aiutato in questi anni: speleologi di altre societa' , autorita'  pubbliche, funzionari regionali e comunali, sponsor, amici, collaboratori.

Un ringraziamento infine a tutti Voi che siete intervenuti oggi a festeggiare i nostri trent'anni di speleologia.

Il Presidente

Costantino Bottoli

Sacile, 2 Giugno 2001